Predella
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Una parola sulle Soprintendenze

di Gerardo de Simone ed Emanuele Pellegrini

 

In un articolo apparso qualche mese fa su “Il Fatto Quotidiano” (Certosa di Pavia allarme nero, 29 settembre 2011), Gianni Barbacetto ha denunciato la gravissima situazione in cui versa la Certosa, un monumento la cui importanza non va certo sottolineata, tra «piccole sculture con le figure in marmo spezzate e portate via come souvenir», «strutture fatiscenti», intere aree «non visitabili». Non vogliamo entrare nel merito specifico della conservazione della Certosa quanto piuttosto rimarcare che, nell’economia di questa documentata denuncia, in cui pur si citano i principali attori (il Demanio dello Stato, il Ministero del Tesoro e i frati), la Soprintendenza non è mai menzionata. Non già per segnalarne meriti o demeriti, ma solo quale naturale rimando all’istituzione che, sul territorio, ha la responsabilità della tutela del patrimonio culturale italiano, chiunque ne sia il proprietario (a maggior ragione se si tratta di un bene statale). Dunque quella parte dell’amministrazione statale che avrebbe il potere di intervenire per far sì che tale situazione possa essere se non corretta, almeno arginata, e comunque documentata.

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La "strana coppia" e altri studi sul Rinascimento umbratile

di Gerardo de Simone e Fabio Marcelli*

 

Il viaggio tra il Lazio, l'Abruzzo, l'Umbria e le Marche raccontato in questo numero di “Predella” – Su Lorenzo da Viterbo e Piermatteo d'Amelia. Ricerche in Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria – è iniziato con passo lento. Meditato all'avvio con riflessioni che hanno impegnato alcuni autori di questi saggi e altri studiosi, durante tre convegni organizzati nel 2010 a Spoleto, Vasanello e Castiglione in Teverina, dedicati allo studio dei temi illustrati nella mostra: Piermatteo d'Amelia. Il Rinascimento nell'Umbria meridionale[1].

Accompagnare o precedere un'esposizione con un convegno è una scelta importante, che qualifica le mostre nate con una solida fisionomia scientifica e culturale. Basterà ricordare, nelle terre di adozione di questo numero, tre mostre e le loro sessioni di studio che hanno segnato un punto fermo nella storiografia artistica dell'Italia centrale: Il Quattrocento a Camerino, luce e prospettiva nel cuore della Marca (Camerino 2002), Perugino il Divin pittore (Perugia 2004), Gentile da Fabriano e l'altro Rinascimento (Fabriano 2006)[2]

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cover predella 30

Su Lorenzo da Viterbo e Piermatteo d’Amelia

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