di Marta Silvi
La kermesse veneziana giunta alla sua 53a edizione non sembra godere affatto di perfetta salute. Poco entusiasmo, molta prudenza e reverenziale timore hanno reso l’evento lagunare un poco sottotono rispetto alle aspettative.
Limitato lo spazio del video, sebbene non privo di spunti interessanti e di artisti degni di attenzione.
Le immagini in movimento assurgono in questo contesto a metafora letterale del “fare e dis-fare mondi” birnbaumiano, secondo una chiave di lettura piuttosto intimistica e confidenziale. Mancano spinte centrifughe che si appellino a temi e toni altisonanti, mentre si susseguono tracce e brandelli di quotidianità raccontata in forma quasi sempre antinarrativa. Padrino spirituale (forse) inconsapevole, Bruce Nauman (Fort Wayne, Indiana, 1941) nelle sue ramificazioni veneziane dei Giardini, dello Iuav e della Ca’ Foscari. Il “fare” diventa sinonimo di “raccontare”, senza filtri, senza decori estetizzanti, senza impacci.





