Artisti sotto osservazione. Petulia Mattioli - Liquid light
di Andreina Di Brino
Metti una sera d’estate…
Metti una suggestiva cantina, quella di Michele Satta a Castagneto Carducci (LI).
E metti, qui, l’incontro con la videoinstallazione di Petunia Mattioli.
Quello che colpisce appena si arriva è la riuscita del dialogo opera-contesto: Liquid light è una videoinstallazione costituita da tre proiezioni - disposte all’inizio, a circa metà e sul fondo dello spazio ospitante - e con due violinisti che provvedono all’accompagnamento musicale dal vivo. Le immagini, esteticamente levigate, eleganti, incontrano le pareti in pietra della cantina, i divisori in vetro, le botti in legno; il quadro della proiezione vi scivola sopra, non ci sono confini tra parete e parete che ostacolano il flusso delle immagini, non ci sono impedimenti che ne frammentino la continuità. Il suono fa da contrappunto e scivola anch’esso nello spazio, ma a differenza delle immagini non ha punti prestabiliti a cui è ancorato. I violinisti si muovono con libertà mentre le immagini scorrono.





