di Margherita Melani
«È così facile che lo capisce anche un leonardista», è evidente che questa battuta diffusa nel secondo dopoguerra e testimoniatami da Carlo Pedretti, bene si presta all’annoso problema affrontato nella mostra ora al The J. Paul Getty Museum di Los Angeles, già nel High Museum of Art di Atlanta e prossimamente al Museo del Bargello di Firenze (dal 10 settembre 2010). E infatti è talmente «facile» occuparsi di questo problema che ancora oggi gli studiosi s’industriano a risolverlo sulla base delle fonti e dei disegni autografi di Leonardo ma non sulla base di una scultura che possa documentarsi come sua e che ancora manca. È questa una lacuna che non consente di mettere a fuoco il rapporto dell’artista con la terza dimensione e che è uno degli obiettivi denunciati da Gary M. Radke, il curatore della mostra.





