InfoBC. Informatica e Beni Culturali: un progetto dell’Università di Udine
di Donata Levi, Marco Mozzo, Martina Visentin, Elisa Bertaglia
ABSTRACT
The article illustrates a pilot project on ICT and cultural heritage (InfoBC), organized by Lida, the Laboratory for Art History and ICT of the University of Udine. The project is based on the integration of existing electronic databases on the art heritage of the Region Friuli Venezia Giulia and the diffusion of data through both Web and mobile phones. The project develops a multifaceted tool useful for local authorities and Institutions who want to preserve and promote the cultural heritage of their territory as well as for ordinary citizens and tourists who want to improve their understanding of the complex historical values of landscapes and urban settings.
Gli articoli che seguono illustrano, nelle sue premesse e nei suoi esiti, un progetto relativo all’applicazione delle tecnologie informatiche ai dati sul patrimonio storico artistico e culturale, elaborato dal Laboratorio Informatico per la Documentazione storico artistica dell’Università di Udine, in collaborazione con Friuli Innovazione (Centro di Ricerca e di Trasferimento Tecnologico) e con la Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia.
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Il Louvre: to browse, spigolare.Note a margine all’esperienza del Museum Lab
di Cecilia Scatturin[1]
ABSTRACT: This paper analyzes the application of multimedia technologies to the field of museography. In particular we examine the MUSEUM LAB, an experimental project in collaboration between the French Louvre Museum and the Japanese DNP company. The project aims to strengthen the understanding of the artwork through the use of visual thinking methodologies.
Il testo verte sulla disamina dell’applicazione di nuove tecnologie multimediali in ambito museografico al Louvre, o meglio sui nuovi approcci e sulle avventure economico multimediali che il museo sta percorrendo per lo studio e la presentazione delle sue collezioni attraverso il recente progetto sperimentale del Museum LAB. Le linee di analisi vogliono mettere in luce modalità di lettura inedite e non prive d’interesse di alcune opere delle collezioni. Letture che trovano corpo nell’attualejoin venture tra il Louvre, nella fattispecie dei suoi curatori di dipartimento e la DPN (Dai Nippon Printing[2]), colosso giapponese nel campo delle nuove tecnologie (dalla stampa agli schermi ad ologramma, passando per gli archivi digitali,) finanziatore di imprese culturali come la famosissima GGG, la Ginza Graphic Gallery di Tokyio, del CyberLouvre, nonché appunto del LOUVRE - DNP MUSEUM LAB. Solamente domande a margine rispetto al grande gigante parigino e una piccola riflessione riguardante l’esperimento museografico di uno dei più grandi colossi museali (nello specifico verrà analizzata la V presentazione del Museum Lab dedicata al dipinto di Samuel van Hoogstraten), riflessione che potrebbe presentare spunti relativi all’idea di un apprendimento visivo.
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“New Perspectives. New Tecnologies”, un convegno sul rapporto tra arti e nuove tecnologie
di Chiara Di Stefano, Valeria Finocchi, Ludovica Galeazzo, Elisa Mandelli, Dunja Radetic
Lo scorso mese di ottobre (13-15 ottobre 2011) si è svolto a Venezia e Pordenone un importante Convegno internazionale dedicato alla relazione tra le diverse arti (arti visive, performative, architettura) e le nuove tecnologie, a cura di Giuseppe Barbieri e Donatella Calabi. Il simposio, organizzato dalla Scuola dottorale interateneo in Storia delle Arti Ca’ Foscari-Iuav, ha cercato di indagare le diverse direzioni attraverso le quali questo rapporto si delinea e soprattutto le novità della ricerca scientifica in questo senso.
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Play4science: dove linguistica, storia dell’arte e informatica si incontrano
di Fabian Bross, Silvia Cramerotti e Alessandra Puglisi
Sono 1,8 miliardi gli utenti di internet in tutto il mondo. Questa cifra, da sola, ci fa capire la portata rivoluzionaria di questo mezzo di comunicazione, nato appena qualche decennio fa e divenuto in brevissimo tempo una componente costante ed essenziale della vita quotidiana di una moltitudine di persone differenti per provenienza, età ed interessi, ma legate dalla loro presenza in “rete”.
La grande sfida cui si vedono confrontate al giorno d’oggi le discipline umanistiche, è quella di riuscire a servirsi dell’enorme mole di informazioni e di utenti che internet mette a disposizione sfruttandole a fini scientifici e didattici.
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